Embrace, Expand, Extinguish: Oppa Twitter Style

Twitter ha lanciato il suo primo missile alla comunità degli sviluppatori che l’ha resa grande. Il client Tweetro per Windows 8 è stato fermato sul nascere, troppo pericolosamente popolare.

“Thank you for reaching out to get clarification on our developer policies. As you know, we discourage developers from building apps that replicate our core user experience (aka “Twitter clients”). We  know that there are developers that want to take their passion for Twitter and its ecosystem to unique underserved situations. As such, we have built some flexibility into our policy with regard to user  tokens – which went into effect September 5th, 2012.”

 

“…Unfortunately, It does not appear that your service addresses an area that our current or future products do not already serve. As such, it does not qualify for an exemption.”

Che completo prontuario di merda da parte di Twitter.
Prendete l’annuncio delle nuove API fatto a Agosto, cercatevi il più catastrofista dei critici, rileggetelo: è quello che aveva ragione.
Uno impara a conviverci con una chiusura di una piattaforma una volta aperta e amichevole nei confronti degli sviluppatori, ma la disonestà della board di Twitter e la loro contemporanea pretesa di essere trasparenti è raccapricciante.
Si dovrà lavorare con noi” ha sempre significato “muori affogato nel tuo vomito“.

Twitter chiude ai developer

È un tiro al fringuello. Ma non sono i dev a sparare.

Ora è chiaro che niente potrà mai più nascere da Twitter che non sia stato vidimato e sodomizzato dalla casa madre. Qualunque società sarebbe folle a basare il proprio business su queste API che possono essere azzoppate o revocate dalla sera alla mattina senza neanche la decenza di esplicitare il vero perché. È stato bello finchè è durato.

Il primo istinto è di cercare vie alternative, ma è ovviamente un istinto primordiale che non si può seguire di getto: come Twitter non c’è niente. Ha creato (o meglio, soddisfatto: erano già lì) necessità comunicative che la gente neanche credeva possibili, e ora non possiamo farne a meno. La delusione è tanta, ma da oggi almeno per me c’è la consapevolezza che è necessario, lentamente perché non sono cose che si fanno dall’oggi al domani ma con costanza, riprendere possesso dei pezzettini di rete che spargiamo in giro. Non conta dove portano: se sarà un nuovo strumento ancora la da venire, oppure un ritorno al blogging “owncloud”, l’importante è prevenire che i futuri giardini di User Generated Content vengano murati vivi.

  • Ma che meraviglia di post. Quoto tutto.

    • Stefanauss

      Grazie Alessio :D